5 cose che potresti non sapere sulle liste

to-do-list«Contrariamente a quanto si pensa, non è su Internet che sono nati i listicle (fusione di “list” e “article”). Sono nati sulle riviste. Ma Internet ha offerto un terreno fertile per la crescita e la diffusione di questa forma giornalista ibrida.» 127 Reasons Why We’re Fascinated By Lists dà molte ragioni (non so se 127, in effetti) per spiegare come mai le liste ci affascinino tanto. Non è di certo un tema nuovo, e Giuseppe aveva già raccolto parecchie idee utili, tempo fa, in Non darmi un pezzo, dammi una lista.

E proprio perché tanto si è detto, si dice e si può fare, mi è saltato in mente di fare (!) una lista.

INDICE

  1. Perché ci piace fare liste
  2. To-Do list: liste per essere produttivi
  3. Liste di relazioni
  4. Liste di oggetti e interessi
  5. Liste… e basta.

1. PERCHE’ CI PIACE FARE LISTE

Nel 2009 su NPR si leggeva una lista di 10 ragioni cui amiamo fare liste. Ci aiutano a fare ordine, a ricordare, a ridurre lo stress e altro ancora. Vale la pena leggere i dettagli: 10 Reasons Why We Love Making Lists. Ma non solo. Le liste sono uno strumento potente per curare i contenuti e ci permettono di trasformare (e comprendere) problemi complessi analizzandoli in modo lineare. Ne parla Rachel Edidin su Wired: 5 Reasons Listicles Are Here to Stay, and Why That’s OK.

2. TO-DO LIST: LISTE PER ESSERE PRODUTTIVI

The Surprising History of the To-Do List and How to Design One That Actually Works vi dà pochi e utili consigli sul come arrivare in fondo alle vostre liste di cose da fare: suddividere gli obiettivi in piccoli passi, ragionare sulle priorità ed essere realisti sono pratiche di buon senso, nel fare una lista che funzioni davvero. Se cercate delle dritte sugli strumenti più utili, provate su Lifehacker: Five Best To-Do List Managers.

3. LISTE DI RELAZIONI

Uno degli aspetti meravigliosi dell’abitare in rete è la possibilità di moltiplicare le proprie relazioni. Anche in questo spazio le liste ci aiutano a fare ordine, e sono uno strumento disponibile in praticamente tutti gli ambienti sociali. Qualche esempio:

  • le liste su Twitter permettono di filtrare le fonti per aree di interesse, senza necessariamente appesantire la nostra timeline;
  • le liste su Facebook permettono di creare gruppi di contatti a seconda del rapporto che abbiamo con loro (familiari, colleghi, etc.) o anche per interessi, includendo gli aggiornamenti delle Pagine che seguiamo;
  • le liste su Foursquare permettono di selezionare i luoghi e aggregarli in base alle nostre esigenze (tutti i migliori locali in cui fare colazione in città; i nostri ristoranti preferiti in giro per l’Italia, solo per fare esempi molto banali).

4. LISTE DI OGGETTI E INTERESSI

Se è probabile che conosciate già la sezione Listopia su Goodreads, forse non sapete che sulla versione americana di Amazon (Amazon.com) è possibile creare non solo delle liste (su Listmania) ma anche delle Collection (in stile Pinterest) e, più interessanti ancora, delle guide So you’d like to…, per condividere consigli ed esperienze su un determinato argomento.

5. LISTE… E BASTA.

Diciamocelo: dopo aver fatto lo sforzo di comprendere il mondo attraverso le liste potremmo anche meritarci di divagare un po’. Una sfida su List Challange può creare dipendenza. Oppure potreste voler affermare il vostro orgoglio di mancini (io non lo sono) su Listicle. O scoprire i 10 più famosi cameo nei videogiochi su Listverse.

E ora vi sfido a ritrovare la concentrazione per terminare la vostra To-Do List.

In due righe

Umberto Eco, citato in molti dei discorsi sul ruolo delle liste per la nostra comprensione del mondo, qualche hanno fa pubblicò un libro goloso: Vertigine della lista.

Sul fatto che le liste siano (anche) degli acchiappa-clic e condivisioni si è detto tanto – e oserei dire fin troppo. Se volete rinfrescarvi la memoria The Revolution Will Be Listicled portava un punto di vista costruttivo: non sono le liste, è il micro-targeting.