5 parole di cui avrò bisogno nel 2016

5 parole di cui avrò bisogno nel 2016Non so se sia la fine (delle feste) o l’inizio (dell’anno) a farmi venire in mente le parole di cui avrò bisogno nei prossimi mesi. Arrivano negli stessi giorni dell’anno scorso, e qualcuna ne è un risultato: evidentemente alle parole so essere fedele più che ai buoni propositi. Continuando a non essere brava con le previsioni, anche stavolta mi limito a scegliere le mie cinque parole per il prossimo anno. Siete testimoni: mi sto incastrando da sola.

SILENZIO

Era l’ultima parola dell’anno scorso, ma è stata così rilevante che quest’anno non intendo rinunciarci: ricomincio da qui. I beni scarsi sono beni di lusso, dicevo, e il lusso del silenzio mi ha portato molti dei vantaggi promessi: il tempo di riflettere, di distinguere con più lucidità le idee interessanti da quelle solo rumorose, il tempo di (tornare a) leggere, tanto e di tutto. Il silenzio, fondamentalmente, mi ha regalato tempo: un altro lusso non da poco. Tempo perso che diventa preso, quando lascia spazio alla curiosità, le permette di sgranchirsi le ossa e ricominciare a farsi domande. Quest’anno cercherò di farmi domande in modo meno silenzioso, ricominciando, spero, a condividerle con impegno e in modo costruttivo.

DISCIPLINA

Per riprendere ad allenarmi nel trovare le domande giuste, quelle da cui arrivano le buone idee, avrò bisogno di disciplina. Il silenzio ha liberato molto spazio che ora va riempito con contenuti di valore, in grado di mettere in moto i neuroni, di far venire voglia di ragionare. Ma è faticoso, naturalmente. Come tutte le imprese faticose richiede uno sforzo: proprio questo mi sembra importante. Ricominciare a sforzarsi. Non tutto è a portata di mano, non tutto è ovvio. E se lo è forse non ne vale la pena. Alternando fatica e riposo, riguadagnare con disciplina il ritmo giusto per continuare a pensare e crescere.

PRECISIONE

Anche la precisione è faticosa. Si fa prima a dire «ma sì, va bene, ci siamo intesi, quante storie» davanti alla necessità di una parola più precisa, di un concetto espresso meglio. «Ma sì, va bene» è pratico in molte circostanze, non voglio certo cadere nel rischio opposto. Ho l’impressione, però, di aver abdicato troppo al buon vecchio good enough, e sento il bisogno di riguadagnare la certezza di saper essere precisa, se necessario. La disciplina in questo sarà fondamentale, ma senza il confronto con gli altri, l’unica strada per mettere alla prova idee e parole, non si migliora granché.

CURIOSITA’

Non so voi, ma la prima cosa che faccio appena sveglia è spalancare le finestre per cambiare l’aria nella stanza. La giornata prende un’altra piega, dopo, non vi sembra? La curiosità è questo: aria fresca tra i pensieri, possibilità di incontrare qualcosa di nuovo che arricchisca quello che è già lì, possibilità di cambiare idea, o di rafforzarla. La curiosità è voglia di osservare, imparare, capire. È utile un piccolo sforzo – di nuovo – per rivolgerla anche verso cose che ci sembrano non valerne la pena. Non si sa mai da dove può arrivare una sorpresa, quale colpo di vento è in grado di cambiare l’aria.

BELLEZZA

In quello che volete voi, ma cercatela. Tutti questi sforzi, questa fatica: ne vale la pena solo se da qualche parte esiste la bellezza, con la sua gratificazione. Siamo così circondati di doveri, burocrazie, difficoltà, che non è semplice riuscire a ritagliare lo spazio per qualcosa che ci lasci incantati. Ma è necessario, è necessario concedersi di tirare il fiato, lo spazio di uno sguardo sospeso in cui poter pensare a qualcosa che ci meraviglia. Se siete abbastanza fortunati vi riuscirà di allargarlo, quello spazio, o di incontrarlo più di frequente. Ma cercatelo. Ve lo meritate. Mica bisogna soffrire per forza.

Buon 2016, eh.