Amazon vs. Hachette, perché si scontrano i colossi dell’editoria

«Finché la contrattazione tra noi e Hachette va avanti, proponiamo che gli autori incassino il 100% dalle vendite delle versioni digitali dei loro libri, se l’editore è d’accordo»: con una proposta che somiglia più a una trovata da PR che a un effettivo passo avanti verso un accordo tra le parti, Amazon dà una scossa al caso che la vede opporsi a uno dei colossi dell’editoria americana, Hachette. L’oggetto del contendere è la ridefinizione degli accordi tra la libreria on line e l’editore: una trattativa che diventa di dominio pubblico nel momento in cui Hachette accusa Amazon di pressioni più vicine al boicottaggio che a una normale contrattazione commerciale.

Nonostante Amazon, per la sua ultima proposta, si sia messa in contatto direttamente con alcuni agenti e autori per sondarne le reazioni, la notizia della proposta è trapelata all’istante: Hachette mantiene la propria posizione rifiutandola, invitando alla ripresa delle trattative e chiedendo la sospensione delle “sanzioni unilaterali” messe in atto da Amazon da un paio di mesi a questa parte: i dettagli dello scambio sono ben documentati su GigaOm.

In cosa consista davvero il caso Amazon-Hachette e quale sia la posta in gioco, invece, è una faccenda un po’ più sottile da ricostruire: gli esiti potrebbero rappresentare precedenti importanti per i futuri equilibri del mercato editoriale. E non si tratta di equilibri che riguardano solo gli Stati Uniti.

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