Dalle parole ai Prototipi: perché, se vi interessa il futuro, dovreste andare al Festivaletteratura 2015

Festivaletteratura 2015

Il Festivaletteratura non risparmia di certo energie in rinnovamento e sguardo al futuro. Ragionando sulla crescita del Festival dicono, presentando l’edizione di quest’anno: «nel tempo le parole fatte al Festival sono divenute meno fuggevoli e d’occasione: i discorsi hanno trovato seguito da un’edizione all’altra, alcuni progetti hanno trovato continuità anche altrove, il Festival è divenuto per molti artisti e scrittori il punto di approdo di riflessioni e lavori, un posto in cui può essere divertente sviluppare una nuova idea.» Mi sembra una premessa davvero lucida e propulsiva: trovo straordinariamente stimolante che le parole diventino progetti e relazioni solide tra idee e persone. E quindi lo lascio dire al Festival, cos’è il progetto Prototipi, perché io sono così entusiasta e orgogliosa di poterci lavorare insieme a Gabriele e Claudia che finisco per essere un po’ a corto di parole.

Prototipi

«La proiezione verso il futuro è particolarmente sensibile in prototipi, il cantiere progettuale che Festivaletteratura apre nel 2015 nell’ambito del progetto Diciotto+ sostenuto da Fondazione Cariplo. Prototipi è uno spazio per immaginare e dare forme a neo-libri, un percorso di pensiero e ricerca in cui – a partire da un’idea lanciata da un autore ospite a Festivaletteratura – 10/15 giovani saranno chiamati ogni anno a progettare e – se possibile – a realizzare il prototipo di un oggetto/libro che sappia cogliere tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per la produzione di nuova letteratura e per la trasmissione del sapere. Al di là dei risultati concreti che si riusciranno a raggiungere in ogni sessione del laboratorio, con prototipi Festivaletteratura si propone di aumentare il numero di giri nella riflessione su libri e realtà digitale, al fine di stimolare un pensiero attivo capace di andare oltre le soluzioni poco più che imitative praticate sino a oggi.»

Inizieremo a lavorare al progetto Prototipi con i ragazzi selezionati a partire dal 24 agosto, avviando un laboratorio che condurrà alla realizzazione dei prototipi che verranno poi presentati durante il Festival. Stiamo mettendo a punto bando con tutti i dettagli per partecipare: sarà pubblico nei prossimi giorni, quindi se vi sembra interessante teneteci d’occhio.

Festival si cresce

Per quali altre ragioni dovreste interessarvi del Festival, quest’anno? Per due obiettivi ambiziosi: cogliere ed evidenziare le sfide nel campo della comunicazione dovute «al rinnovamento tecnologico e dal venir meno forse delle grandi narrazioni del Novecento» e «continuare a interrogare il passato, guardando alla letteratura e al lavoro dei grandi autori, perché proprio nel passato possiamo trovare le risposte per i tempi che ci attendono, vista anche la fatica che si avverte nel progettare il futuro», come spiega Alessandro Della Casa.

Il Festival è anche al lavoro su un nuovo sito: alla base l’idea che al sapere si chiede di essere aperto. Le idee vivono in un «territorio forse più libero, ma ancora contaminato, pieno di insidie e privo di mappe di riferimento» in cui scambiamo e condividiamo storie e pensieri. Al sapere si chiede di essere aperto, dunque, «accessibile e senza pregiudizi, ma non per questo meno consistente, fecondo, rigenerabile. Il festival si riorganizza online, allora, non solo con il nuovo sito, ma anche pubblicando l’OPAC del proprio archivio. Un vero e proprio patrimonio, che sono molto curiosa di vedere (anche) in rete.

Sono stata così entusiasta di un progetto poche volte. Quindi non resta che dire: ci vediamo a Mantova?