Immersi nelle storie

Immersi nelle storie, Frank Rose«A che cosa servono le storie? Gli antropologi dicono che raccontare è un aspetto fondamentale della vita umana, qualcosa che si ripete in ogni cultura conosciuta e che presuppone un’interazione simbiotica tra parlante e ascoltatore. Un’interazione che abbiamo imparato a mediare fin dalla più tenera età. Il nostro cervello riconosce dei modelli tanto nel suono e nelle forme della natura – un volto, una figura, un fiore – quanto nelle informazioni.

Anche le storie vengono classificate dal cervello attraverso dei modelli, ed è proprio grazie a questi che ne comprendiamo il significato. Attraverso le storie diamo un senso al mondo per condividerlo con gli altri.

Le storie sono segnali chiari che emergono dal rumore di fondo.»

Immersi nelle storie, di Frank Rose, comincia così. Ed è davvero difficile scegliere altri passaggi del libro da proporvi, perché è una rara miniera di spunti su cui riflettere. Ma per non venire meno alle buone abitudini, facciamo uno sforzo.

Ecco le mie tre ragioni per leggerlo.

  1. La ricchezza di testimonianze dirette ed esempi: ogni capitolo parte (o comprende) un’esperienza concreta sulla quale si basa quella parte di ragionamento. Cinema, videogiochi, serie televisive, neuroscienze: la varietà di approcci è davvero grande.
  2. Il ruolo del gioco non solo nei meccanismi della narrazione, ma anche sul cervello: i neuroscenziati hanno appena cominciato a studiarne gli effetti e l’eventuale influenza sul sistema di gratificazione, il meccanismo neurochimico alla base di apprendimento e dipendenze.
  3. La bibliografia. Non capita spesso di avere voglia di leggere la gran parte delle cose citate nelle note di un libro. In questo caso, la mia lista di letture è lievitata non poco.

Potete cominciare dalle prime pagine del libro, sul sito di Codice Edizioni.

In due righe
  • Frank Rose è stato a Ifbookthen, la conferenza internazionale sul futuro dell’editoria, lo scorso febbraio. Ecco il video e le slide del suo intervento.
  • Codice è uno dei miei editori preferiti. Se questi argomenti vi interessano vi consiglio di tenere d’occhio il loro catalogo.

Ho fissato un obiettivo poco ambizioso, per il 2013: leggere almeno 70 libri. Per renderlo più pepato l’ho formalizzato con la Reading Challange su Goodreads (il widget lo vedete qui a destra, e sì: sono in ritardo). Questo libro fa parte della sfida, e meritava di essere raccontato.