La conoscenza ai tempi della rete

La stanza intelligente «Il cambiamento dell’infrastruttura del sapere sta alterando la forma e la natura della conoscenza. Quando la conoscenza entra a far parte di una rete, la persona più intelligente della stanza non è la persona che tiene la lezione davanti a noi, né la saggezza collettiva delle persone presenti. La persona più intelligente nella stanza è la stanza stessa: la rete che unisce persone e idee presenti, e le collega con quelle all’esterno. […]

Il nostro compito è imparare a costruire stanze intelligenti.»

Too Big to Know, in italiano La stanza intelligente, è un libro fondamentale se vi interessa capire il l’impatto del cambiamento culturale che stiamo vivendo. Un libro «destinato a lasciare il segno, che ridefinisce il concetto classico di conoscenza e il suo ruolo all’interno di un mondo sempre online»: e di queste parole dell’editore potete davvero fidarvi.

Ecco le mie tre ragioni per leggerlo. Anzi, quattro, in via del tutto eccezionale.

  1. È raro trovare tanta lucidità, chiarezza e densità di contenuti. Ma è ancora più raro trovare chi è in grado di fare questo con uno stile brillante e avvincente. Una lezione di scrittura.
  2. Per chi si occupa di contenuti e del loro spazio ai tempi della rete, sarà un libro cruciale sia per la quantità (e qualità) di spunti di riflessione, sia per l’efficacia con cui inquadra moltissimi aspetti del cambiamento che questo settore sta attraversando.
  3. Un capitolo dedicato alla cultura scientifica e al fenomeno dell’Open Access, che apre prospettive in diverse direzioni.
  4. Dopo averlo letto non avrete più alcun argomento a sostegno dell’idea di information overload. Casomai ve ne fosse rimasto ancora qualcuno, nel 2013.

«Eravamo convinti che il sapere fosse limitato, ma i nostri scaffali erano semplicemente molto piccoli.

La nuova conoscenza non è nemmeno una serie di lavori: è un’infrastruttura di collegamenti. Oggi avanziamo attraverso l’abbondanza con quanta più consapevolezza possibile, ovvero ancora all’interno di un contesto e partendo da una certa prospettiva, insieme ad altri, con la cura che riteniamo opportuna, sapendo di poter sbagliare. La conoscenza è diventata una rete con le caratteristiche – nel bene e nel male – di Internet.»

Ho fissato un obiettivo poco ambizioso, per il 2013: leggere almeno 70 libri. Per renderlo più pepato l’ho formalizzato con la Reading Challange su Goodreads (il widget lo vedete qui a destra, e sì: sono in ritardo). Questo libro fa parte della sfida, e meritava di essere raccontato.