L’importanza delle nuove dinamiche di relazione per l’editoria

Attention Span «L’attenzione è il vero asset, oggi», ha detto Dave Snowden parlando a State of the Net nei giorni scorsi: non è un problema nuovo, ma lavoriamo ancora alla sua soluzione. Per l’editoria, non lo si dice da oggi, la competizione con gli tutti stimoli che si contendono attenzione e tempo di ognuno di noi è forse la sfida maggiore, quella davvero da vincere.

Ripensare il libro come veicolo per la diffusione del contenuto senza rimanere ancorati alla sua manifestazione fisica in carta e colla ci permette di considerarlo in senso più ampio: ecco perché il libro può essere qualunque cosa vogliate che sia. Qualunque cosa sia in grado di valorizzare il messaggio che trasmette.

Un libro è in primo luogo uno strumento di comunicazione e il suo valore più alto è la relazione che crea tra autore e lettore. Il valore di un libro sta nelle connessioni che è in grado di stabilire e nella possibilità di moltiplicarle.

Questo valore può essere amplificato dall’editore: il suo compito è anche quello di mantenere una fitta rete di connessioni intorno al libro, in modo che il contenuto raggiunga i destinatari più appropriati e si diffonda in maniera virtuosa.*

Potremmo dire, in altri termini, che il libro vale per il sistema di relazioni e conversazioni che è in grado di innescare.

Qualche giorno fa Liza Daly scriveva, raccontando della sua esperienza con la Threepress: «Ogni consulente storce il naso davanti al “prendiamoci un caffè così ragioniamo su quel progetto”, e nemmeno a me piace quell’atteggiamento. Ma non tutto quello che date gratis è una vendita persa, e condividere buone pratiche e consigli sul mio blog aziendale è stata di gran lunga la strategia di marketing più efficace che io abbia mai usato.»

Al Salone del libro di Torino, un autore raccontava, parlando del suo passaggio da una casa editrice a un’altra, di aver «seguito il suo editor», per il rapporto di fiducia e la sintonia che li avevano legati lavorando ai libri precedenti.

Pensare all’editoria partendo dal valore e dalla qualità delle relazioni che riesce a costruire è utile perché permette di guardare il sistema in termini di fiducia, sintonia, possibilità di mettere in circolo idee ed esperienze: strumenti preziosi, su ogni fronte.

Se guardiamo ad ambienti in cui l’editoria si muove ancora spesso in modo incerto, come la Rete, permette anche di capire l’importanza delle competenze profonde necessarie per gestire relazioni, conversazione e attenzione secondo le nuove dinamiche che quegli ambienti impongono.

* Di questa idea di libro si parla più a lungo in Oltre la carta, Apogeo, 2011.