Post-it a tema: IVA, libri ed ebook

Monument Valley La notizia di oggi è che l’UE ha bocciato la proposta di applicare l’IVA agevolata al 4% anche ai libri digitali: i dettagli potete leggerli su La Stampa, nell’articolo di Marco Zatterin.

[EDIT] Il governo sfida l’Ue: Iva agevolata su e-book: emendamento del ministro della Cultura Franceschini alla legge di stabilità dopo la bocciatura di Bruxelles: «Un libro è un libro, l’imposta su quelli elettronici al 4%» – La Stampa

Sull’IVA applicata ai libri si è fatto molto rumore, ultimamente, ma informato poco: non è un tema semplice e gli aspetti tecnici da comprendere sono difficilmente sintetizzabili in uno slogan accompagnato da un’hashtag. Ma per fortuna, volendosi informare, i pareri ben argomentati da leggere non sono pochi.

LA DIFFERENZA DI IVA TRA LIBRI DI CARTA E DIGITALI NON HA RAGIONI CULTURALI, MA INDUSTRIALI

«Ragioni economiche e tecniche hanno portato alla richiesta di IVA agevolata. Sono pochi e scarsi i richiami al ‘valore culturale’ del libro, nella discussione di quegli anni.»

Per capire (o ripassare) da dove nasce la pratica delle rese sulla merce invenduta, peculiare solo al prodotto libro, e l’impatto che ha sull’IVA: IVA e altro ancora, di Marco Ghezzi.

RAGIONAMENTO, NON IDEOLOGIA

Al di là dello slogan efficace (o meno), per comprendere uno scenario complesso come questo l’arma più utile rimane il ragionamento: è l’unica che permette di descrivere pro e contro delle decisioni che si prendono su un tema che ha un impatto indiscutibile sull’accesso alla conoscenza.

«I pro si possono spiegare da un punto di vista industriale. La prima cosa da fare probabilmente è smettere di confondere argomenti di natura diversa. Un libro è effettivamente un libro sia su carta, sia su ebook. Ma lo schema produttivo e distributivo che c’è dietro la differenza di supporto è estremamente diverso.»

5 considerazioni sull’IVA e sugli ebook, Giuseppe Granieri

PER CHI SONO I BENEFICI?

Scrive Massimo Mantellini su Il Post: «Non ho nulla contro tutele statali che aiutino l’industria editoriale in crisi, non vorrei che questi provvedimenti venissero però raccontati come incentivi che discendono direttamente sui lettori quando di fatto non lo sono: almeno non del tutto.»

Da leggere nel dettaglio: L’IVA sui libri, la rosa e la pipa

A MARGINE: “EBOOK COME VIDEOGIOCHI”

Sempre nell’articolo di Giuseppe, c’è un altro punto significativo. «Ci sono cose che la nostra classe dirigente dovrebbe trattare con più attenzione. I videogiochi non sono esattamente la “robetta da nerd sociopatici” che racconta il luogo comune. Già una decina di anni fa Don Norman notava che sono disegnati per “le capacità cognitive dei trentenni colti”.»

Anche a me l’accento sulla frase “ebook come videogiochi” ha fatto sollevare un sopracciglio. Continuare a considerare il videogioco come qualcosa di estraneo alla cultura mostra solo una miopia profonda sulla realtà in cui viviamo, e di letteratura in proposito, se non volete dar ragione a me, ce n’è in abbondanza. Se volete cominciare qualcosa di divertente e per niente (credetemi) innovativo o futuristico, iniziate da un corso su Coursera: Online Games: Literature, New Media, and Narrative. Il titolo è già un ottimo indizio, e non è nemmeno la cosa più sorprendente da citare sul tema.

Bonus

Sergio Donato ha provato a capirne di più rileggendo con attenzione le norme che regolamentano l’IVA sui libri: Un libro è un libro. E una campagna?