Post-it del 29 luglio

Meglio di un “Read it later”, l’ennesimo modo per dimenticarsi articoli interessantissimi da leggere. Con cadenza chiaramente irregolare. Questo è il precedente, ma la maggior parte la trovate qui.

Delivery The News BAD NEWS

«Diamo le cattive notizie nel modo che protegge i nostri interessi o sposta il biasimo sui nostri clienti. Sebbene potremmo sapere tutto su quello di cui scriviamo, non conosciamo tutto dei nostri lettori, nemmeno lontanamente. Hanno tormenti e insicurezze che influenzano il modo in cui interpretano il nostro contenuto e vedono il nostro brand.

È particolarmente probabile che alcuni argomenti li faranno sentire a disagio o frustrati. Questi argomenti scomodi non sono limitati ai soliti noti come i soldi, la religione e la politica, non sono nemmeno limitati ai messaggi di gestione della crisi molto visibili, ideati da scrittori professionisti.»

«Quando scriviamo di situazioni delicate», dice Kate Kiefer Lee, «dobbiamo calarci nei loro panni. Dobbiamo utilizzare la nostra empatia consapevolmente.»

» Non svegliare il can che dorme: creare contenuti per le situazioni delicate (segnalato da @elisondo, da seguire se già non lo fate),

INNOVATION AND FUTURISM

«Nella maggior parte dei casi, quando un’organizzazione cerca di aumentare i propri sforzi di innovazione, sembra partire sempre dallo stesso punto: “abbiamo bisogno di più idee”», dice David Burkus. «Comunque», prosegue «nella maggior parte dei casi l’innovazione non è ostacolata dalla mancanza di idee quanto piuttosto dal non essere consapevoli che le buone idee sono già lì. Non sono le idee il problema, ma il saperle riconoscere.»

» Innovation Isn’t an Idea Problem

I futuristi sono persone allenate a riconoscere le idee. «Un futurista è un individuo colto che, dopo molte ricerche e analisi, è in grado di fare proiezioni sul futuro. Su qualunque argomento.»

» What’s a futurist?

Bonus: La bacchetta del futurista

SCIENCE

«Un gruppo di ricercatori dell’Universidad de Puerto Rico ha realizzato una strumentazione in grado di fornire, quasi in tempo reale, informazioni precise sia sulla presenza che sull’abbondanza di specie in un dato ambiente. Il funzionamento, descritto sulla rivista open access PeerJ, è relativamente semplice: un microfono molto sensibile alimentato ad energia solare (immagine) registra un minuto di ‘rumori della natura’ (qui un esempio) a intervalli regolari e ne trasferisce il contenuto a una stazione fissa, in cui verranno elaborati. Facendo poi affidamento su complessi algoritmi, il sistema fornisce l’identità delle specie il cui verso è stato registrato.»

» Tutte le specie in tempo reale