Pazza idea: parlare di libri su Internet

Bernard Schoenbaum – New YorkerGrazie alla rete editori e lettori trovano nuovi spazi di incontro e relazione: è una storia che ormai ha qualche anno di età. Se il fatto di per sé non è più interessante – e giustamente – come centro del discorso, rimane la necessità di acquisire e mantenere aggiornate le nuove competenze, ricordandosi di non limitare studio e pratica esclusivamente a quanto ruota intorno a libri ed editoria.

Come sono cambiati i mestieri della comunicazione del libro? Quali sono le migliori strategie per individuare gli ambienti online abitati dai lettori, e come si può fare per intercettarne l’attenzione? Come può lavorare l’editore per valorizzare le relazioni e riuscire a coglierne tutte le opportunità? E se il libro è (anche) immateriale, ci sono nuove e più numerose strade da percorrere? Ne abbiamo parlato durante Pazza idea. Progetto Creativo 2015. Le slide alla fine del post sono una breve traccia del discorso.

Può sembrare un prendere la questione un po’ alla larga leggere Weinberger o Morozov per parlare di promozione del libro. Senza capire come sono cambiate la conoscenza e l’informazione ai tempi della rete, però, la nostra capacità di pianificare strategie in grado di catturare e mantenere l’attenzione dei lettori sarà miope e di scarsa efficacia. Leggere rimane sempre il punto di partenza.

Su come cambia la conoscenza ai tempi della rete tra i miei preferiti c’è David Weinberger con il suo La stanza intelligente. Sulla necessità umana del raccontare storie Immersi nelle storie di Frank Rose è una finestra che spazia dal cinema alle neuroscienze, con una bibliografia da capogiro. Homo pluralis. Essere umani nell’era tecnologica, di Luca De Biase è un’ottimo punto di partenza per ragionare sull’adattamento culturale necessario per diventare cittadini consapevoli dell’ambiente digitale «imponendo la propria creatività, intelligenza e senso etico». Proseguendo sulla costruzione del senso critico, si potrebbe leggere qualcosa di Evgeny Morozov. Io non ho ancora letto niente di suo, ma le risposte a una vecchia intervista su Linkiesta, Perché Internet non salverà il mondo – se riuscite a fare lo slalom sul sarcasmo rinunciabilissimo di chi firma l’articolo – mi hanno fatto venire voglia di colmare la lacuna.

Passando ad aspetti più pratici e operativi, l’impresa di trovare punti di riferimento di qualità non è una sfida da poco. Tra le persone più serie a occuparsi di marketing online in Italia c’è sicuramente Gianluca Diegoli: sul blog (minimarketing) trovate i suoi libri. Vincenzo Cosenza è preziosissimo se avete bisogno di approfondire dati e analisi. Per imparare dal meglio dell’intersezione tra esperienza editoriale tradizionale e indipendente c’è il blog di Jane Friedman. Non ho alcuna pretesa di fare un elenco esaustivo: come qualunque punto di partenza elenco letture non per esperti, ma per chi vuole cominciare (così come nello spirito del Workshop per Pazza idea). Se avete riferimenti da aggiungere siete più che benvenuti.