Se volete cambiare l’editoria aprite un ristorante

Il futuro non è più quello di una volta In Disrupt: Think the Unthinkable to Spark Transformation in Your Business c’è un furbo esercizio di pensiero. L’autore, Luke Williams, propone di ribaltare i cliché attraverso cui siamo abituati a osservare il settore in cui lavoriamo per rinfrescare in modo radicale il nostro sguardo.

«L’obiettivo è costruire tre ipotesi che siano dirompenti per le circostanze in cui ti trovi. Una per inversione, una per negazione e una per iperbole. Proviamo ad applicare la creazione di queste ipotesi per l’apertura di un nuovo ristorante.

[…]

Inversione

  • Cliché: i ristoranti propongono il menu ai clienti appena arrivano (interazione).
  • Ipotesi: e se il menu venisse proposto solo quando se ne vanno?

Negazione

  • Cliché: i clienti pagano per il cibo e per il servizio (prezzo).
  • Ipotesi: e se i clienti non pagassero affatto per cibo e servizio?

Iperbole

  • Cliché: i ristoranti offrono pasti di tre portate (prodotto).
  • Ipotesi: E se offrissero pasti da trenta portate?

Ricordate che questo esercizio serve per sfidare il modo in cui siamo soliti guardare a un’industria, un settore o una categoria.
La regola generale è che più è audace l’ipotesi più è fresca la prospettiva che offre. Quindi non saltate i passaggi e non preoccupatevi se le vostre ipotesi suonano ridicole. A prima vista un ristorante che non fa pagare per cibo e servizio, offre pasti di trenta portate e propone il menu ai clienti solo quando se ne vanno sembra decisamente assurdo!

Ma lo è finché non mangiate a El Bulli

AND NOW FOR SOMETHING COMPLETELY DIFFERENT

Della notizia del lancio da parte di Amazon dei Kindle Worlds si discute in tutto il mondo.

«Amazon riesce a vedere un business in un sito come Fanfiction.com, che ospita tonnellate di contenuti gratuiti», osserva Laura Hazard Owen su PaidContent.

Molto prima delle specifiche modalità con cui Amazon ha pensato di lanciare il servizio (tipo di royalties, tipo di diritti, tipo di limitazioni), sta un fatto: Amazon ha pensato di lanciare il servizio. E l’editoria no. E non si tratta di un servizio da colossi della tecnologia: si tratta di vedere un potenziale economico in un tipo di contenuti, a prescindere da qualunque valutazione positiva o negativa sull’iniziativa di per sé.

Che le azioni in grado di rompere gli schemi arrivino da attori esterni e non dagli editori lo si dice da anni, ormai, ma la sensazione è che si continui a perdere terreno difficile da riguadagnare.

Spendere energie per difendere abitudini basate su presupposti in via d’estinzione ci fa correre il rischio che le regole per i prossimi anni le faccia qualcun altro. Ci rende miopi, mentre avremmo bisogno di vedere lontano senza la pretesa di piegare il futuro in vecchie prassi, a tutti i costi. A rischio non sono solo le regole, ma anche i profitti che ne derivano. Amazon ha ben chiaro – piaccia o no – di essere un’azienda: ricordiamoci che lo sono anche gli editori.

Abbiamo molto più bisogno di capire come inventare un nuovo ristorante, anzi che di continuare a rattoppare quella vecchia tovaglia a quadri rossi a cui siamo così affezionati.

In due righe

» Su Publishing Perspectives, per un punto chiaro della situazione: Amazon Publishing Introduces Kindle Worlds: A New Model for Fan Fiction

» And Now For Something Completely Different: la lista dei Cognitive Biases, come saggiamente ricordava @gg in coda al suo articolo intorno a Kindle World.