Si scrive prezzo, si legge prestigio: Clay Shirky sul caso Amazon-Hachette

Clay Shirky «Si stanno spendendo più energie nell’attaccare Amazon che nel difendere i cinque grandi editori (due si sono uniti dopo il fallimento della cospirazione), perché non sono facili da difendere», dice Clay Shirky in Amazon, Publishers and Readers. Se state seguendo il caso Amazon-Hachette vi consiglio di non perderlo. Io appunto alcune idee.

LE ALTERNATIVE ALL’ODIARE AMAZON

«La convinzione dell’industria tradizionale – se non vivi in una grande città e non hai un mucchio di soldi allora meriti un accesso di seconda classe ai libri – viene sfidata da un’azienda che cerca di dire “se hai dieci dollari non esiste libro al mondo che tu non possa leggere”. Se l’industria attuale non riesce a mantenere dei prezzi alti nella competizione con la distribuzione istantanea di un’idea ben più ampia di letteratura, allora è tempo di farsi un’idea su come riuscire a creare un business su questa migliore possibilità di accesso. Si potrebbe abbandonare il DRM, lavorare sulla vendita diretta al lettore, creare o migliorare un servizio di abbonamento, lavorare sul print-on-demand: qualunque cosa piuttosto che insistere sul fatto che i lettori debbano accettare prezzi alti e un accesso limitato.»

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DIFENDERO’ FINO ALLA MORTE IL TUO DIRITTO DI LEGGERE COSE CHE NON MI PIACCIONO

«Per criticare Amazon, gli editori e i loro difensori insistono all’unisono sul fatto che la letteratura sia essenziale per la società, e che un improvviso aumento della sua disponibilità sarebbe una catastrofe.» La paura aristocratica per una maggiore partecipazione popolare alla letteratura non è qualcosa che inventiamo oggi (ma l’argomentazione vi suggerisco di leggerla in originale). Si riflette nella preoccupazione di certi che pensano: «se pubblicare diventa troppo semplice, allora nessuno potrà impedire che si pubblichi spazzatura, dove per spazzatura si intendono quei libri che io e i miei esimi colleghi ben istruiti non approveremmo».

NON È LA CULTURA A ESSERE IN DISCUSSIONE

«Qui non c’è niente di magico. I libri sono solo dei lunghi pezzi scritti. L’editoria digitale crea molti nuovi modi per distribuire quei pezzi dagli autori ai lettori. E solo alcuni di quei modi prevedono i servizi di chi lavora nell’industria. Ma anche parlando della prosaica realtà dell’industria, quell’aura di necessità così amata dall’attuale cartello diminuisce. Gli editori tendono a evitare discussioni pratiche su nuovi modelli di editoria, ostinandosi invece sulla modalità retorica che meglio conoscono: il narcisismo isterico.»

SI SCRIVE PREZZO, SI LEGGE PRESTIGIO

«Il mercato è ottimizzato sulla disponibilità, non sul rispetto. Superficialmente il tema sono i prezzi, ma guardando oltre si tratta di prestigio. Se Amazon la spunta, dire “ho pubblicato un libro” non genererà più capitale culturale del dire “ho parlato al microfono”.»

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Se dobbiamo scegliere tra due diverse strategie aziendali che puntano entrambe a fare soldi, la migliore è quella che offre più accesso.