«Sono qui per prendermi gioco del mito dello storytelling»

storytelling «Sono qui per prendermi gioco del mito dello storytelling», è la premessa di Sterling nella trascrizione del suo discorso alla Computer Game Developers Conference, nel 1991. Ma fosse solo una presa in giro, non sarebbe Sterling: come d’abitudine, riesce a disseminare ben più di un’idea forte nel suo discorso. Di molte di queste parliamo spesso: il ruolo culturale del libro, il rapporto tra la lettura e le altre forme di intrattenimento, cosa significhi occuparsi di fantascienza e in che rapporto tutto questo si trovi con l’era dell’informazione in cui viviamo.

Qui ne trovate tradotti solo alcuni passaggi, ma vi consiglio davvero di leggerlo tutto: il titolo è, sarcasticamente, The Wonderful Power of Storytelling.

Il carico cognitivo dell’abbondanza dell’informazione, la memoria e la letteratura

«Oggi, negli anni Novanta, abbiamo tantissima informazione a portata di mano, tantissima tecnologie per produrla. Pensiamo che sia grandioso avere accesso illimitato a ogni sorta di informazione, possiamo avere libri, film in cassetta, accesso a basi dati, videogiochi, musica, arte… La nostra arte aspira oggi alla condizione di software, vuole essere digitale. Ma la nostra ricchezza di informazione è un onere terribile, in qualche modo profondo e perverso. È come un carico cognitivo. Abbiamo bisogno di inventare metodi per dimenticare, nella nostra cultura digitale, nella nostra quotidianità così ricca di informazione.»

«Come dicevo, non penso che sia casuale che stia accadendo. Non penso che, a livello culturale, oggi, siamo davvero interessati alla tradizione o alla continuità. No: siamo molto più interessati all’essere New Age, un’epoca rivoluzionaria, vogliamo reinventarci ogni mattina prima di colazione e non diventare mai grandi. Dobbiamo correre velocissimi per stare sempre fermi nello stesso posto. Ci siamo così abituati a correre che se ci sediamo per un momento ci sentiamo stantii, e in preda al panico.»

«[Il postmoderno] è il metodo dei letterati odierni per affrontare un passato così vasto senza lasciarsi contaminare. Lo trattano come se fosse morto. È la seconda cosa preferibile, seconda solo al non avere affatto una letteratura. Per qualche ragione questo sembra far sentire bene le persone, oggi.»

Il Meraviglioso Potere dello Storytelling

«Questo è il punto in cui il vostro solito Autore Casuale tira fuori la dottrina del Meraviglioso Potere dello Storytelling. Sì, storytelling, quel vecchio mito del racconto intorno al fuoco, il cieco Omero, l’universale Shakespeare, questa è l’arte, signore e signori, che rende eterna la condizione umana… l’arte più alta, e se non l’avete siete polvere nel vento… Non so dirvi quante volte io abbia sentito questa porcheria. Dalle mie parti è nota come la teoria di “Me e il mio amico Shakespeare”. È dal 1982 che combatto con chi porta avanti questo argomento nella fantascienza, ed è la principale ragione per cui i miei colleghi parlano di me con timore, tremando, indicandomi come il brutto e cattivo cyberpunk…»

Computer game, fantascienza e storytelling

«Ecco come suona il gergo tradotto, sentite bene:

“Cinema e teatro prendono molto del loro potere dalle risonanze tra livelli strutturali. Le congruenze tra tema, trama, ambientazione e personaggi generano potere emozionale. I computer game non potranno mai avere un livello tematico significativo perché il risultato è variabile. La mancanza di un tema è sufficiente a limitare il potere dello storytelling dei computer game.”

Difficile, impossibile da confutare. Signore e signori, al diavolo il meraviglioso potere dello storytelling. Se il pubblico della fantascienza avesse voluto lo storytelling, non avrebbero letto della maledetta fantascienza, avrebbero letto Harpers, Redbook e Argosy. I pulp magazine (il primo esempio di piattaforma morta, nel nostro genere), contenevano ogni genere di storytelling. […] Ma queste cose sono morte. Le storie non li hanno salvati. Non salveranno noi. Non salveranno VOI.»

Seguite la vostra stranezza in modo totale e sofisticato

Non è questa la strada da seguire. Non ci occupiamo di fantascienza perché è “buona letteratura”, ce ne occupiamo perché è “strana”. Seguite la vostra stranezza, signore e signori. Dimenticatevi di passare per persone normali. Seguite il vostro essere geek. Abbracciate la vostra nerditudine. Diventate strani in modo totale e sofisticato, non fate le cose a metà: mettete ogni vostra energia nell’esserlo. Abbiate il coraggio artistico di riconoscere il vostro spazio significativo nella cultura!

In due righe

«Se funziona è già obsoleto»: Bruce Sterling fotografa in modo efficace il nostro tempo alla cerimonia di apertura di transmediale 2014. The Wonderful Power of Storytelling è citato da Cory Doctorow, nel suo commento a questo suo intervento.