Tre centesimi di sguardo sul futuro

WhaleIn un periodo di crisi e cambiamento l’abilità di immaginare e concretizzare strategie per il futuro diventa critica, specie parlando di industrie e affari.

Non è un’abilità che si improvvisa e richiede dosi di coraggio non indifferenti: comporta l’abbandono di abitudini consolidate, di prassi di lavoro non più efficaci e il ripensamento continuo del proprio mestiere.

I tempi in cui viviamo non concedono più lo spazio di affezionarsi alle abitudini.

Su questa idea vi segnalo tre riflessioni degli ultimi giorni (e un tweet, come dulcis in fundo).

SENZA PERDERE IL SENSO DELL’INNOVAZIONE

Intervenendo nella discussione sul potenziale innovativo della Apple, Luca De Biase ricorda un discorso di Steve Jobs «nel quale a un certo punto dice che le aziende innovative a un certo punto subiscono la tentazione di concentrarsi sul marketing per fare molti soldi con le innovazioni fatte in passato riducendo il focus sulle innovazioni da fare in futuro. In questo modo lentamente cessano di essere innovative e prima o poi vanno in crisi.»

Il nodo complesso per chi si occupa di innovazione è il sostegno della crescita economica (e non solo) da un lato e la spinta all’innovazione dall’altro. Non è un punto critico che riguarda solo le startup: dovrebbe interessare ogni azienda che si pone il problema di come affrontare cambiamenti di grande impatto sul proprio assetto.

» La più grande startup del pianeta è cresciuta

IL FUTURO, INCREDIBILMENTE VICINO

Con l’accento sull’industria dei media e della comunicazione osservate dal punto di vista di chi si occupa dei contenuti, Giuseppe Granieri ricorda un’idea di Seth Godin: «la parte di lavoro che oggi ha valore è quella dell’innovazione. E per chi vuole costruire una carriera in questi settori, per chi ha a che fare con la parola, con le idee, la parte difficile è sicuramente quella di capire prima degli altri come cambia il mondo. E quanto in fretta. Ma anche capire che la tecnologia abilita nuove possibilità, però sono queste ultime -e non la tecnologia- la vera opportunità.»

In tempi che costringono a non affezionarsi alle abitudini e in cui può essere facile sentirsi disorientati, considerare i cambiamenti in termini di opportunità permette di conservare uno sguardo positivo e costruttivo sul futuro. Il pessimismo, oggi più che mai, non aiuta a essere propulsivi.

» Il futuro è seduto accanto a te

THE STATE OF THE CONSCIOUSNESS

La sensazione di Sergio Maistrello dopo la serie di conferenze del Festival del Giornalismo di Perugia inquadra lo stato dell’arte di una parte di quell’industria dei contenuti – il giornalismo – che sta vivendo il cambiamento in modo forte, negli ultimi tempi.

«[La sensazione è che] nel corso di un anno sia aumentata esponenzialmente la consapevolezza della profondità del cambiamento in atto, e che tuttavia a tale consapevolezza non corrisponda ancora alcun progresso sostanziale nelle forme e nelle pratiche del giornalismo (italiano). Sembra sempre tutto uguale a se stesso, pur non essendo affatto uguale: chi sta provando a innovare non ha le risorse per farlo in modo significativo, chi ha le risorse non ha il coraggio di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Il nodo restano gli editori e le strategie di riconversione di un’industria che non può più essere industria.»

È un pensiero che può essere serenamente trasferito anche all’ultimo anno di editoria libraria: consapevolezza in aumento, capacità di azione non all’altezza delle aspettative.

» Appunti da IJF 2013

Il che ci riporta al punto: l’abilità di progettare e praticare l’innovazione non è nelle mani di tutti. Ma per chi sa svilupparla o individuarla e accoglierla è una possibilità che fa la differenza.

In due righe
  • Barbara Sgarzi esprime in un tweet la spinta propulsiva e positiva di cui avremmo bisogno: “è arrivata la consapevolezza, l’azione dovrà arrivare per forza. O no?”
  • Parlavo di evoluzione e rivoluzione su un tema molto specifico, in un acerbo 2010.