Tre prototipi per la lettura digitale

Il progetto Prototipi ha visto impegnati undici giovani e tre tutor che, per due settimane, hanno riflettuto e lavorato insieme per cercare possibili sviluppi alle enormi potenzialità, finora in buona parte inespresse, della lettura digitale. Questo lavoro si è concretizzato in tre prototipi (“tre tracce, tre punti di partenza”) presentati durante Festivaletteratura e raccontati in questo post. L’originale, scritto dai ragazzi, è su Medium.

Com’è stata la seconda settimana di laboratorio e la conclusione del progetto Prototipi? In questa fase ci siamo concentrati sulla concretizzazione delle idee, in vista della presentazione, avvenuta durante Festivaletteratura. Stabiliti gli aspetti su cui concentrarsi, ciascun gruppo ha trovato una strategia convincente per riuscire a realizzare — in breve tempo e con idee chiare — un prototipo che potesse restituire ai visitatori il senso dell’esperienza di lettura a cui ciascuno ha lavorato. Immaginare la presentazione dei Prototipi significa riflettere su come comunicare anche la fase di processo: quel metodo fatto di ricerca e condivisione di idee e competenze che ha costituito gran parte del tempo di lavoro della prima settimana. Cosa abbiamo realizzato? Ce lo spiegano i ragazzi.

Atlas: leggere a più livelli di profondità

Approfondimento, enhancement

Atlas è una nuova esperienza di lettura, un luogo da esplorare, in cui perderti e ritrovarti. Dopo esserti registrato, puoi scegliere nella mappa l’isola di narrativa che vuoi scoprire e immergerti nel libro che stai leggendo, aprire contenuti multimediali e interagire con altri lettori che sono arrivati al vostro stesso livello.

Il nostro gruppo ha ragionato sulla possibilità di immaginare un libro ludico con il quale interagire, quindi su un’esperienza di lettura influenzata dalle dinamiche di gioco. In seguito, il centro della nostra ricerca è diventato la pura esplorazione del testo e del suo ambiente, la possibilità di entrare sempre più dentro il libro.

Abbiamo cercato di capire se ci fossero desideri inascoltati, inespressi o persino embrionali grazie a un questionario e ad alcune interviste in strada. Sulla base delle risposte ottenute, abbiamo deciso di lavorare sulla personalizzazione dell’esperienza di fruizione del libro, sulla possibilità di entrare — letteralmente! — nel testo con una gesture, un gesto sullo schermo, che mima un’apertura, l’attraversamento di vari strati. Tutto questo senza dimenticare il valore della scelta: ognuno può decidere di aprire questo o quel contenuto, di scartare il cioccolatino o di lasciarlo nella scatola. Procedendo per gradi siamo arrivati a definire un nome e alla realizzazione di un’applicazione per tablet.

(Atlas è un prototipo ideato e realizzato da Marco Mongelli, Valeria Montebello, Federico Riccardi, Giorgia Molinari)

Mappalibro: una libreria itinerante

Relazione tra tecnologia e mondo reale

Mappalibro è nato dalla riflessione sul rapporto tra le esistenti tecnologie applicate ai prodotti editoriali e il lettore. Attraverso la distribuzione in alcuni ambienti di punti sensibili in grado di trasmettere dati a un’applicazione mobile, le persone accedono a una lista di titoli: una libreria itinerante. Mappalibro permette di acquisire o depositare libri e queste operazioni sono possibili solamente quando le persone si trovano in prossimità di appositi dispositivi wireless (beacon), che permettono di interagire con scaffali virtuali, e comunicano la loro presenza attraverso una semplice e discreta notifica. Gli scaffali virtuali possono essere dislocati nei cosiddetti nonluoghi, come stazioni o aeroporti, in cui ogni persona può valorizzare il proprio tempo di attesa grazie alla lettura.

Il lettore viene coinvolto nel sistema attraverso un effetto sorpresa dato dalla ricezione di una notifica sul proprio dispositivo, e riceve suggerimenti di lettura anche basati sulle preferenze impostate al momento dell’installazione dell’app. Un libro, un racconto, una poesia possono essere prelevati dallo scaffale e conservati dal lettore sul proprio dispositivo per un determinato periodo di tempo, e poi depositati nuovamente in un qualsiasi altro scaffale Mappalibro. Il lettore, che in questo modo fa letteralmente viaggiare i contenuti, può inoltre partecipare a una serie di giochi/missioni, che gli consentono di ottenere contenuti-premio da spendere nella sua libreria personale.

Offrendo un servizio ai lettori, Mappalibro vuole dimostrare come le tecnologie digitali, sfruttando risorse quali portabilità, accessibilità e disponibilità, possono trovare alternative creative ai tradizionali ambienti di incontro tra lettore e libro.

(Mappalibro è un prototipo ideato e realizzato da Michela Bertini, Martina De Lorenzo, Emanuele Gandini e Matteo Palù)

Weave: letture condivise e collaborative (a scuola)

Relazione

Collaborazione, relazione, condivisione. Cerchiamo parole chiave, confrontiamo opinioni, studiamo le reazioni. Siamo partiti da qui per immaginare il nostro prototipo, riflettendo su cosa avremmo voluto dalla lettura in digitale. Ci ritroviamo, Martina, Carolina, Riccardo — due umaniste, un programmatore — a riflettere sul nostro rapporto con la lettura, sulla nostra idea di libro del futuro. E arriviamo a una conclusione: il nostro prototipo manterrà al centro di tutto il testo e i lettori.

Così, la nostra idea è quella di un’applicazione web che permetta la lettura condivisa di uno stesso testo da parte di persone diverse. Come? Abbiamo immaginato di testarlo in una classe di scuola: Weave permette una lettura “tradizionale”, con possibilità comuni a cartaceo e digitale (sottolineare, prendere appunti, cambiare carattere, dimensione), e aggiunge una serie di funzionalità che consentono di creare e partecipare a discussioni ancorate al testo. Scrivere sul testo, insomma, in tutti i sensi.

(Weave è un prototipo ideato e realizzato da Carolina Coriani, Martina Russo e Riccardo Poiani)


Le due settimane di laboratorio di Prototipi hanno portato a tre diverse ipotesi di sviluppo del tema del rapporto tra lettore, lettura e nuove tecnologie. Tre prototipi che rispondono, ciascuno a suo modo, alla domanda iniziale: cosa ti aspetti di poter fare con un libro digitale?

Tre tracce: punti di partenza per migliorare esperienze che in qualche caso conosciamo ma non ci soddisfano ancora, o per riempire spazi che la lettura può ancora conquistare. Quanti altri sentieri potremmo ancora percorrere o immaginare ipotizzando i prossimi prototipi per l’editoria digitale?