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Letizia Sechi

La leggibilità del mondo

Possiamo davvero leggere la realtà come un testo o è un tentativo di dare senso e ordine a ciò che ci circonda? Come funziona la metafora della leggibilità del mondo?

Ciao! Do il benvenuto a chi si è iscritto nelle ultime settimane: grazie per essere qui. Grazie anche ad Annita Pappacena e al suo entusiasmo per la scorsa newsletter sulla punteggiatura: mi ha segnalato un ricco articolo su Il Post, uscito più o meno negli stessi giorni, che potrebbe interessare anche altri. Stando ai risultati del sondaggio, una serie di articoli sulla punteggiatura potrebbe interessare tanti lettori e lettrici: ne parleremo ancora, quindi.

Voglio ricordarti due cose.

La didascalica leggibilità del mondo secondo DALL · E
La didascalica leggibilità del mondo secondo DALL·E

Sulle parole:

Nell’introduzione al Prontuario di punteggiatura, Bice Mortara Garavelli scriveva:

Sappiamo che la scrittura proietta la sua immagine nell’attività di parola attraverso modi di pensare e di dire che vanno dalla nobile costellazione delle metafore raffiguranti il mondo (la natura è un libro scritto in caratteri matematici) e la mente (le espressioni dantesche: «libro della memoria», «o mente che scrivesti ciò ch’io vidi») a stereotipi di larga diffusione, come «voltare pagina», «tra le righe», «sopra le righe», «non capire un’acca», compresi quelli che si riferiscono all’ortografia e alla punteggiatura: «mettere l’accento su…», «mettere i puntini sulle i», «sottolineare», «punto e basta», «punto e a capo», «senza cambiare una virgola», «non manca una virgola», «puntini puntini», «(detto) tra parentesi / tra virgolette».

Allora ho pensato: ah1. Vedi. Si potrà approfondire questa idea della scrittura come metafora? Per cominciare, ho chiesto a Google.

E allora Google mi ha fatto dei discorsi dal teologico al filosofico, e mi ha detto “ma come, non ti ricordi del libro della natura di Galileo”, e gli ho risposto “ma sì, è quello che diceva anche Garavelli, ma tu dimmi di più”, però lui non aggiungeva granché. Sono andata a dormire lasciando la scheda aperta su Chrome, che equivale a lasciare Google davanti alla doppia spunta blu, con un palmo di naso.

Quando sono tornata davanti allo schermo mi è caduto l’occhio su un risultato di ricerca promettente: Il libro come metafora. Lo leggo e mi illumino: ah, vedi, dico di nuovo. Scopro quindi che un certo Hans Blumenberg, filosofo tedesco, su questa idea ha pensato moltissimo.

Caro lettore, cara lettrice, non sono mai stata capace di fingermi onnisciente. Il mio professore di filosofia al liceo ce l’ha messa tutta con me: non era lui, ero io. Non ce l’ho mai fatta con questa materia. Dopo aver scoperto che Blumenberg aveva scritto fiumi di inchiostro su questo tema, ho cercato un modo per capirlo da totale capra quale sono considerata la mia mancanza di conoscenze pregresse.

Ho chiesto a ChatGPT.

E lei, sollecita al limite del pedante, mi spiega2.

“La leggibilità del mondo” è un’opera filosofica di Hans Blumenberg, pubblicata nel 1981. In questo libro, Blumenberg esplora il concetto di “leggibilità del mondo”, che si riferisce all’idea che il mondo sia comprensibile e interpretabile attraverso la ragione umana e i simboli culturali. Indaga la storia della metafora della leggibilità, che risale all’antichità, e la sua evoluzione nel corso dei secoli.

Blumenberg sostiene che la leggibilità non è una qualità intrinseca del mondo, ma piuttosto un’aspirazione umana a dare un senso e un ordine all’universo. Questo desiderio si manifesta in vari modi: attraverso la scienza, la religione, la filosofia e altre forme di espressione culturale.

L’autore analizza come il concetto di leggibilità sia stato interpretato e trasformato in diverse epoche storiche, dal pensiero mitologico all’illuminismo, fino all’età moderna. Egli esplora come la nostra comprensione del mondo e del nostro posto in esso sia influenzata dai simboli, dai miti e dalle narrazioni culturali.

In conclusione, "La leggibilità del mondo" di Blumenberg è un’indagine profonda sulla relazione tra l’essere umano e il mondo, esaminando come interpretiamo e attribuiamo significato all’universo che ci circonda attraverso il linguaggio, la cultura e il pensiero.

Le chiedo chiarimenti.

Hans Blumenberg utilizza il concetto di “leggibilità” per descrivere l’idea che il mondo sia interpretabile e comprensibile attraverso il linguaggio, i simboli e la ragione umana. Questa nozione si basa sull’assunto che l’universo non è solo un caos di eventi e fenomeni, ma possa essere letto e compreso come se fosse un testo ricco di significati.

Per Blumenberg, la leggibilità non è una proprietà intrinseca del mondo stesso, ma piuttosto un processo attivo attraverso il quale gli esseri umani cercano di dare un senso e un ordine al loro ambiente. Questo processo è mediato dalla cultura, dalla storia, dalla scienza e dalla filosofia, e si manifesta nel modo in cui interpretiamo e rappresentiamo il mondo intorno a noi.

In sostanza, Blumenberg vede la leggibilità come un tentativo umano di rendere il mondo meno estraneo e più familiare, un modo di fronteggiare l’ignoto e l’incertezza attraverso la creazione di significati e strutture comprensibili. Questo concetto è centrale per la sua visione filosofica e riflette una profonda fiducia nella capacità umana di trovare ordine e significato in un universo altrimenti incomprensibile.

Poi, dato che nel frattempo ho chiesto anche a Treccani, che mi ha spiegato che Blumenberg è noto per «le personali indagini storiche basate sulla nozione di metafora», ho chiesto ancora:

La metafora gioca un ruolo cruciale nella “leggibilità del mondo”. Blumenberg considera la metafora non solo come uno strumento retorico o un ornamento linguistico, ma come un mezzo fondamentale attraverso il quale gli esseri umani interpretano e danno senso al mondo.

La metafora, nel suo uso, permette di trasporre significati da un contesto a un altro, creando nuove connessioni e significati. Questo processo è essenziale per la comprensione umana, poiché consente di affrontare e concettualizzare aspetti del mondo che altrimenti sarebbero inaccessibili o troppo complessi.

Per Blumenberg, le metafore sono uno strumento chiave nella nostra capacità di “leggere” il mondo. Fungono da ponti tra il conosciuto e l’ignoto, consentendoci di estendere la nostra comprensione a domini che non sono immediatamente evidenti o comprensibili. Attraverso le metafore, attribuiamo significato e struttura a fenomeni che altrimenti potrebbero sembrarci caotici o insensati.

Inoltre, Blumenberg vede la metafora come un elemento vitale nella storia del pensiero umano. Le metafore non sono fisse; evolvono e cambiano nel tempo, riflettendo e influenzando la nostra visione del mondo. In questo senso, le metafore sono un mezzo attraverso il quale le culture e le epoche storiche diverse interpretano la realtà in modi unici e significativi.

In sintesi, per Blumenberg, la metafora è un mezzo essenziale attraverso il quale gli esseri umani rendono il mondo leggibile, fornendo una struttura per comprendere e interpretare la realtà che ci circonda.

E per ultimo chiedo:

Il concetto di “libro” in “La leggibilità del mondo” di Hans Blumenberg è metaforico e simbolico. Blumenberg usa l’immagine del libro per rappresentare l’idea che il mondo, come un testo, possa essere letto e interpretato. Questa metafora enfatizza l’importanza della comprensione umana nella decifrazione e nell’interpretazione dei significati nascosti nel tessuto dell’esistenza.

Nella visione di Blumenberg, il mondo come “libro” suggerisce che la realtà non è immediatamente evidente o trasparente. Invece, richiede un’interpretazione attiva, proprio come un testo scritto richiede un lettore che lo esamini, lo interpreti e ne trovi il significato. Questo processo di lettura e interpretazione implica che la conoscenza e la comprensione non sono date, ma costruite attivamente attraverso il linguaggio, la cultura, la storia e l’esperienza personale.

Il mondo come libro diventa così un simbolo potente della ricerca umana di senso. Il concetto suggerisce che la nostra realtà è ricca di significati da scoprire e comprendere, e che la nostra interpretazione del mondo è fondamentale nella nostra interazione con esso.

In breve, il concetto di libro in questo contesto serve a Blumenberg per sottolineare come gli esseri umani cercano di dare un ordine e un significato al mondo, interpretandolo e leggendolo come se fosse un testo ricco di simboli e significati da decifrare.

Stavolta non ho studiato a fondo, per scriverti: ho condiviso con te un momento di stupore per la quantità di cose che ancora non conosco. Ho pensato che aprire il 2024 con un numero di Alternate Takes che somiglia di più a un cantiere di idee fosse di buon auspicio, come trovare uno scatolone di vecchie lettere che promettono tesori.


Esercizi

  1. Quando è stata l’ultima volta che hai avuto un guizzo di entusiasmo per aver scoperto una miniera di cose che non conosci? Dopo cosa hai fatto? Hai colto l’attimo o hai dovuto lasciar perdere?
  2. Come ti organizzi per scavare più a fondo in qualcosa di sconosciuto? Quali strumenti usi, e in che ordine? Fai una lista.
  3. C’è una metafora che ti colpisce? E quale? Ragionaci su.

Un libro

A questo punto non posso che consigliare di leggere La leggibilità del mondo. Anzi, che ne dici se lo leggiamo insieme? Scrivimi. Se siamo in tanti ci organizziamo in un gruppo di lettura one-shot. La filosofia è il tuo forte? Illuminami.


Idee e sfide per un diario


Tre link

Note

  1. I miei pensieri profondi iniziano sempre con “Ah.”, così, col punto.
  2. Dal testo di ChatGPT levo gli avverbi in -mente, perché ho rispetto per te.
  3. Sono un’affezionata utente di Goodreads, quel sito inusabile per lettori maniacali. Mi trovi qui, puoi vedere cosa leggo, ma recensioni non ne scrivo mai. Se abbiamo libri in comune fammi sapere!

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