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Letizia Sechi

Una newsletter che non ce l’ha fatta

Sono stata male, sono stanca, le idee stentano a carburare. Diffido di chi va sempre a tremila, siamo persone: a volte bisogna rallentare.

Alternate Takes doveva arrivare ieri, ma complice il lungo ponte e il 1 maggio non ce l’ha fatta. Potrai pensare che ne abbia approfittato per una bella vacanza: in verità ho avuto la febbre, cosa che mi succede pochissimo, per fortuna. E che forse la dice lunga sulla stanchezza accumulata. Le belle vacanze, e anche le vacanze così così, poi, sono una spesa: di soldi si parla sempre troppo poco, mi ricorda la prossima intervista per “Scrivere di”, che arriva domenica. Sono soldi ben spesi, quelli per il benessere di una vacanza: a volte, semplicemente, non ci sono. Capita, checché ci raccontino le storie su Instagram, che in questi casi possono diventare un generatore di inadeguatezza. Non facciamoci fregare.

Intanto spalanchiamo le finestre e guardiamo alle cose in arrivo.

Foto di Nick Fewings su Unsplash
Foto di Nick Fewings su Unsplash

In parole non mie

Come ti dicevo, il tempo e l’entusiasmo di lavorare a un numero di Alternate Takes scritto come al solito in questi giorni non c’è stato1. Però mi fa piacere condividere con te alcune cose che ho spizzicato, nell’attesa che le batterie si ricarichino un po’.

Da leggere

Ho ripreso in mano il primo volume che raccoglie le interviste di The Paris Review: uno dei più bei regali che mi sia mai fatta è il cofanetto che raccoglie i primi quattro volumi. Ho riletto l’intervista a Hemingway e tra le varie scintille ti lascio questa:

Interviewer: But are there times when inspiration isn’t there at all?

Hemingway: Naturally. But if you stopped when you knew what would happen next, you can go on. As long as you can start, you are all right. The juice will come.


Ho letto per mia figlia A cavallo della scopa, di Bianca Pitzorno. Oltre ad aver riso insieme per le filastrocche che attivano le scope (cose da streghe, non so se siete del mestiere), ho scoperto – tardi, dato che nasce nel 2021 – la collana ad alta leggibilità per ragazzi di Oscar Mondadori. Grazie a questa, e ancora più in ritardo, ho scoperto anche il lavoro sull’alta leggibilità svolto dalla casa editrice Sinnos. Ho qualcosa da studiare.


Ho scoperto che il dibattito americano tra self publishing ed editoria tradizionale è ancora vivo. Il fatto che in USA se ne discuta ancora con argomenti in parte nuovi mi colpisce2. Ti confesso che il discorso mi intriga parecchio, quando si tratta di saggistica e non-fiction in generale, mentre mi lasciano abbastanza fredda la narrativa o peggio ancora il memoir, in questo ambito. Tu che idea hai del self publishing di non-fiction?

Se per te è un tema nuovo, parti da Jane Friedman.

Da guardare

Io, da un po’ di anni a questa parte, più che guardare riguardo. Non riesco facilmente a mettermi davanti a uno schermo e a fare attenzione per qualche ora, a meno che non sia qualcosa che proprio mi rapisce. Ammessa la mia scarsa educazione all’arte del video, ho stranamente visto qualcosa di (quasi) nuovo che mi è piaciuto.

Silo: «In un futuro devastato da esalazioni tossiche, una comunità vive in un gigantesco silo sotterraneo costituito da centinaia di piani. Lì, uomini e donne vivono in una società piena di regole con la convinzione che siano mirate a proteggerli.» Allegria! Avevo letto i libri da cui la serie è tratta, e non mi era dispiaciuta. E pensa un po’: Hugh Howey, l’autore dei romanzi da cui è tratta la serie, è uno dei primi self publisher di successo, nella prima ondata del 2011.

The Son: «Un racconto epico multigenerazionale sulla storia della nascita degli Stati Uniti come superpotenza attraverso l’ascesa e caduta di un impero petrolifero del Texas». Un riassunto asettico e fattuale che tutto sommato può funzionare per la serie, godibile ma un po’ telenovela, tratta dall’immenso romanzo di Philipp Meyer, che ti consiglio caldamente di preferire. Trovo che la serie lo tradisca in certi toni da stereotipo del Texas, e che non arrivi a raggiungerne la complessità, se non per alcune scene ben scritte.

The Morning Show: con i suoi alti molto alti e bassi molto bassi (qualcuno ha detto Lago di Como?), merita anche soltanto per una Jennifer Aniston nevrotica, insopportabile e irresistibile. E per la colonna sonora.

Da ascoltare

A te piacciono i podcast? A me molto. Paolo Colombo (Ceausescu) e Stefano Mancuso sono in modi diversi maestri di narrazione. Questioni di orecchio è la newsletter da non perdere, se ti piace ascoltare.

OnePodcast — DNA: i figli rubati dei Desaparecidos (ascolta su Spotify)

Chora Media - Stefano Mancuso — Di sana pianta - Trailer (ascolta su Spotify)

Paolo Colombo - Il Sole 24 Ore — Ceausescu, il monarca comunista | Trailer (ascolta su Spotify)

Ho scritto cose migliori di questa, per esempio

La cornice del testo →

Diverso dal lineare: dare forma alla scrittura →

Note

  1. Che poi, mi fa sempre riflettere questo bisogno di scusarsi, di spiegare, giustificare. Mi sembra che di certe assenze o cambiamenti a volte si accorga solo chi scrive, ma chissà. Se hai un’idea su questo, fammi sapere.
  2. Il fatto che in Italia invece ci siano scrittrici-pubblicate-solo-da-grandi-editori che si meravigliano con toni mariantonietteschi del fatto che ci sia un mondo oltre la vanity press mi fa tristemente sorridere. Sì, alludo senza taggare, come nell’internet dei bassifondi.

Ti serve una mano con la scrittura o i contenuti della tua organizzazione?

Guarda cosa posso fare →